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Quali sono gli animali che popolano le campagne toscane? Incontrarli arricchisce il soggiorno

Fausto Lampredidi Fausto Lampredi· 25/08/2026 12:42
Quali sono gli animali che popolano le campagne toscane? Incontrarli arricchisce il soggiorno

Nelle campagne toscane vivono cinghiali, caprioli, daini, volpi, istrici, lepri, ricci e un corteo di uccelli come upupa, gruccione, poiana, gheppio, oltre a rettili, anfibi e lucciole. Incontrarli è facile se sai dove e quando guardarli.

Dove e quando avvistarli

Le uscite migliori sono all’alba e al tramonto. Colline vitate, oliveti e margini di bosco sono corridoi naturali. In estate l’acqua richiama ogni specie; in autunno gli animali sono più in movimento.

  • Alba (5:30–8:00): mammiferi sui crinali e tra i filari.
  • Tramonto (18:30–21:30): rapaci in caccia, cinghiali in uscita.
  • Primavera: canto e nidificazione; massima attività diurna degli uccelli.
  • Estate: pozze e fossi diventano punti di osservazione.
  • Zone chiave: Chianti, Val d’Orcia, Maremma interna, Casentino e crinali dell’Amiata.
Specie Habitat tipico Orario Probabilità
Cinghiale Macchia e margini di bosco Tramonto/notte Alta
Capriolo Vigneti, radure, oliveti Alba Alta
Upupa Prati, poderi, filari Mattino Media
Poiana Campi aperti, termiche Mezzogiorno Alta
Istrice Fossi, muretti a secco Notte Media

Mammiferi simbolo delle colline

Cinghiale

Robusto e riservato, pattuglia le zone boscate e scende nei campi al crepuscolo. Si muove in piccoli gruppi, a volte con giovani dell’anno.

Come osservarlo: restare a distanza, controvento, senza luce diretta. Evitare piste strette al buio.

Capriolo e daino

Eleganti e silenziosi, pascolano tra radure e filari. Il capriolo è più piccolo e nervoso; il daino frequenta prati ampi e parchi storici.

Dove cercarli: margini degli oliveti al mattino presto; dopo un temporale sono più attivi.

Volpe e istrice

La volpe taglia i campi con passo leggero; si ferma spesso ad ascoltare. L’istrice, notturno, lascia tracce inconfondibili: penne bianche e nere, scavi vicino ai muretti.

Segnali utili: piste polverose, sentieri tra erba piegata, resti di pasto.

Lepre e riccio

Lepre fulminea al crepuscolo nei campi di grano; riccio discreto nei giardini di campagna.

Rispetto: non inseguire per foto; tenere i cani al guinzaglio.

Ali sopra i filari

Upupa e gruccione

Upupa in volo ondulato, crestina alzata; sonda il terreno tra i filari. Gruccione dai colori tropicali, caccia insetti in gruppo su cavi e paline.

Periodo: da aprile a settembre; preferiscono zone calde e asciutte.

Poiana e gheppio

Poiana in termica, volteggia alta; gheppio in “spirito santo” immobile controvento. Facili da avvistare lungo le strade bianche.

Attrezzatura: binocolo 8x32 leggero; restare fermi per 10 minuti vicino a un margine.

Civetta e allocco

Civetta attiva al crepuscolo nei poderi; allocco nei boschi umidi. Riconoscere i richiami è metà dell’osservazione.

Etica: evitare playback insistenti; disturba la nidificazione.

Tra fossi e muretti a secco

Rettili e anfibi

Biacco innocuo, rapido tra i filari; orbettino lucertola senza zampe sotto le pietre. Nei fossi: raganella italiana e tritoni nelle pozze stagionali.

Buone pratiche: non sollevare pietre se non si rimettono com’erano; sono micro-habitat.

Insetti notturni

Lucciole a maggio-giugno illuminano i sentieri; attirate dall’erba alta e dall’assenza di pesticidi.

Consiglio: torcia con luce rossa per non disturbare.

Regole d’oro per un incontro rispettoso

  • Mantieni distanza: almeno 30–50 metri dai mammiferi, zero inseguimenti.
  • Niente cibo: alimentare la fauna altera comportamenti naturali.
  • Cani al guinzaglio: proteggi fauna e animale; è anche buona pratica richiamata dalla Legge 157/1992.
  • Resta sui sentieri: molte aree sono in zona speciale di Rete Natura 2000.
  • Luci e rumori bassi: in auto rallenta, abbaglianti solo se necessario.
  • Foto etiche: niente flash ravvicinati né appostamenti su nidi.
  • Affidati a guide locali: aumentano chance di avvistamento e sicurezza.

Itinerari brevi da provare

  • Strada bianca del Chianti (5–7 km, facile): albe tra oliveti e vigneti. Upupa, caprioli, gheppio.
  • Anello di San Quirico d’Orcia (8 km, medio): calanchi e filari di cipressi. Poiana, lepre, istrice notturno.
  • Valle del Casentino (6 km, bosco misto): radure e ruscelli. Capriolo, allocco, salamandre dopo pioggia.

In sintesi:

  • Orari chiave: alba e tramonto.
  • Luoghi: margini di bosco, oliveti, strade bianche poco trafficate.
  • Specie “facili”: capriolo, poiana, upupa; di notte istrice.
  • Etica: distanza, niente cibo, cani al guinzaglio.
  • Strumenti: binocolo leggero, scarpe silenziose, torcia rossa.

Sguardo locale

Da chi è cresciuto tra ulivi e muretti, il suggerimento è semplice: rallenta. Siediti all’ombra di un leccio, ascolta i campanacci lontani e lascia che siano gli animali a venire da te. Sarà l’incontro a scegliere il momento.

Fausto Lampredi
Fausto Lampredi

Fausto è cresciuto tra le colline toscane, dove ha gestito per anni una piccola struttura agrituristica di famiglia. Appassionato di cammini rurali e produttore di olio, ama raccontare i particolari della vita nei borghi minori, raccogliendo storie autentiche durante le sue esplorazioni nelle campagne italiane.